Mondorosa. Debutto in società, oggi come allora, quando una fanciulla anelava al matrimonio.

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E continuiamo a parlare di donne, di donne di ieri e di oggi nel nostro Mondorosa. E anche oggi parliamo di Donne e di Epoca Vittoriana, riprendendo il discorso in merito al debutto in società. Un evento tra sogno e realtà che ogni fanciulla sognava di poter vivere all’epoca (e forse un po’ anche oggi nel profondo delle anime romantiche)
Per il debutto le giovani ladies, dopo essere state adeguatamente preparare ed educate a diventare mogli eccellenti, si dovevano preoccupare anche del guardaroba. Precisamente di farsi un guardaroba nuovo per l’occasione. Ovviamente se potevano permetterselo. Per cui allora come oggi l’apparenza la faceva da padrona. Perché il conquistare il giusto marito era l’obiettivo primario.
Pertanto le fanciulle si recavano dalle sarte con un grande anticipo per farsi confezionare abiti su misura, modelli unici con tessuti pregiati. Che nel periodo vittoriano erano prevalentemente sete, broccati, velluti e damaschi. Sceglievano scarpe coordinate, poi c’era il confezionamento dei cappellini letteralmente personalizzati. E lì si vedevano sfoggiare fiori e piume. Non da meno erano le borsette (accessorio imprescindibile nel guardaroba dei una donna anche oggi), guanti, cappotti, ventagli (adesso non più tanto indispensabili a dire il vero), nastri e qualsiasi accessorio che servisse loro a non sfigurare davanti alle cosiddette concorrenti per la corsa al matrimonio ottimale.
Un’attenzione speciale era riservata alle acconciature. Raffinate, complicate, ornate di perle e brillantini, fiori, nastri, si potevano vedere ciocche intrecciate sapientemente e, spesso, pettinature molto elaborate grazie all’intervento di ferri caldi con cui si potevano arricciare i capelli.
Ma la cosa più inquietante (almeno dal mio punto di vista) era l’attenzione di allora (come purtroppo anche di oggi) alla linea. A causa dei banchetti luculliani che si consumavano durante importanti pranzi e cene, una delle preoccupazioni maggiori per le ladies dell’epoca era quella di ingrassare. Così le rispettive cameriere servivano loro frugali e spessissimo saltuari pasti per questo motivo. Insomma il vecchio detto devi soffrire se bella vuoi apparire è sempre esistito e purtroppo sta resistendo al tempo che passa.

Però non tutte le donne nell’epoca vittoriana si preoccupavano di simili quisquilie. Esisteva anche una fetta di popolazione femminile dedita ad altri interessi. E, magari, impegnata a costruirsi un futuro e una vita che non dipendessero dal proprio aspetto fisico. Ma, soprattutto, che non dipendessero dall’esistenza o meno di un marito. Come Emma che sogna di diventare un medico e all’amore nemmeno ci pensa. Però l’amore quando ha deciso di colpirti proprio se ne infischia delle tue opinioni. Arriva e basta!

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