Mondorosa. Festa della Mamma. Auguri a tutte le mamme del mondo. Reali e di fantasia.

Per il mio buongiorno di oggi voglio parlare di una ricorrenza che si sta avvicinando velocemente, anche se per essere precisi sarebbe già passata. Sto parlando della Festa della Mamma che cadrebbe proprio l’8 maggio ma negli ultimi anni si tende a festeggiarla ufficialmente la domenica successiva a questa data. Per qui la prossima domenica 14 maggio sarà ufficialmente la Festa di tutte noi mamme.
Una festa, quella della mamma, che ha origini lontane, che affondano fin nell’antica Grecia quando gli Elleni dedicavano un giorno dell’anno alla madre. Giorno che coincideva con le celebrazioni per la madre di tutti gli Dei, la dea Rea. Ma anche gli antichi romani festeggiavano in qualche modo questa festa dedicando un’intera settimana alla divinità Cibele, simbolo della Natura e di tutte le madri.

E di mamme oggi vi voglio parlare. Mamme reali e mamme di fantasia.

Inevitabilmente, perciò, è doveroso spendere qualche parole in merito a questa festa nel Regno Unito, considerando che la maggior parte dei miei personaggi (per cui anche delle mie mamme) si collocano proprio in Inghilterra.
Le celebrazioni legate a questa festa, in Inghilterra, risalgono al XVII secolo. All’origine questa festività, il Mother’s Day, non era occasione per festeggiare la propria madre ma aveva un significato differente e coincideva con la quarta domenica di Quaresima. Occasione in cui, tutti i bambini che vivevano lontano dalla famiglia, magari per imparare un mestiere o erano a servizio presso qualche famiglia, potevano tornare a casa per l’intera giornata. La tradizione di riunirsi a metà del periodo di Quaresima si è così diffusa, prendendo l’abitudine di festeggiare la propria famiglia, principalmente nella figura della madre, elemento fondamentale dell’unione familiare. Abitudine che, in un certo qual modo, non è mai venuta meno ma sopravvive anche in Inghilterra, come da noi, conosciuta comunemente come Mother’s Day cioè Festa della Mamma.
Per cui tornando a parlare di mamme. Di mamme reali ma, soprattutto di mamme create dalla nostra fantasia, come le mamme (e le matrigne) che popolano i miei romanzi.

Partendo dall’austera e cinica contessa Ashton madre di Vittoria in Quando piangono le fate. Per passare alla signora Carpenter, ricca e ambiziosa tanto da essere disposta a sacrificare la felicità di sua figlia Lavinia per fregiare la famiglia di un cognome illustre in Rugiada e miele. Senza dimenticare lady Charlotte Wilson, egoista e gelosa matrigna di Emma in La Materia di cui è fatta la Vita. Per arrivare all’ultima, in ordine di tempo, Catherine Keating. Madre controversa e incomprensibile che è riuscita a sviluppare un rapporto conflittuale e devastante con la figlia Olivia, pur amandola, in Ritorno ad Abbey Court. Austere, ciniche, ambiziose, egoiste, gelose, controverse ma pur sempre madri che forse, nel loro profondo, tentano solamente di fare il bene delle proprie figlie. Dimenticando spesso che le figlie hanno solo bisogno di crescere e sbagliare da sole. Che hanno solamente bisogno di essere libere di diventare ciò che vogliono, anche se questo non corrisponde alle aspettative delle madri. Forse hanno solamente bisogno di essere amate e accettate. Ma non sempre il rapporto madre e figlia riesce ad arrivare ad essere amore e accettazione, spesso diventa conflittualità e attrito. Anche se l’amore, alla base, l’amore totalizzante e unico come quello di una madre, in fondo non manca mai.

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